l'Architettura
Il castello e tutto basato sulla figura geometrica dell’ottagono. Ottagonale il cortile, ottagonale il perimetro esterno e così le otto torri innestate agli spigoli della costruzione, composta di due piani con la base maggiore verso l’esterno e la minore sul cortile.
La diagonale maggiore del castello misura 56 metri. Ogni sala del piano terreno, come pure sul piano superiore comunica con le sale vicine e con un vano ricavato in ognuna di essere delle torri angolari. Lo spazio è dominato da colle angolari ornate di capitelli corinzie, che sembrano contrastare la forza possente dei basamenti solidi e squadrati delle colonne stesse. La luce proviene da vari vani aperti in bifore gotiche di sobri eleganza, ad archi trilobati, che inquadrano il calmo cielo di Puglia.
Dalle torri, si arriva sul terrazzo del tetto, pavimentato con lastra di pietra disposte a spina di pesce, da cui lo sguardo spazia su un immenso panorama. Allora, le splendide sale erano rivestite di marmi preziosi e policromi, di mosaici, forse di dipinti e arazzi, perduti a causa dell’inclemenza dei secoli e degli uomini, ce tutto hanno distrutto e rapinato.
Il festoso colore rosso porpora imperiale dei marmi che ancora contornano le porte e le finestre sono un ricordo, ma nulla resta delle decorazioni che allietavano lo sguardo di Federico.
Il piano superiore, servito da scale a chiocciola entro le torri, ripete il piano terreno, ma, per quel che si può dedurre, con decorazioni più raffinate, degne degli appartamenti intimi, come la solennità della porpora si addiceva alle stanze di rappresentanza del piano terreno, cui si accedeva dal cortile.
La struttura è anche dotata di gabinetti con un complesso impianto idraulico e provvisti di un sistema di aerazione. Una curiosità che rappresenta, soprattutto, un importante fatto di costume.
Nella proporzione geometria del castello, si accordano architettura e cultura
del tempo, compresa astrologia e astronomia: in fatti, è stato rilevato che l’ombra del bordo interno del tetto del cortile ottagonale, cade, a mezzogiorno, nei giorni di equinozio, esattamente alla base del muro interno, mentre l’ombra si proietta sul limite dei pavimenti delle sale interne allorché il sole entra nei segni del Toro e dello Scorpione.
In pratica, il castello poteva funzionare quasi come un calendario. Un illustre studioso di astronomia, definisce Castel del Monte, un edificio progettato dal sole e la cosa non deve stupire, perché sappiano che la cultura di Federico II era superiore alla media e che nella sua numerosa e dotta corte erano accolti astronomi e matematici.
