Castel del Monte: la storia
Costruito nella prima metà del Duecento (la nascita dell'edificio si colloca ufficialmente il 29 gennaio 1240), sorge su una delle colline più alte delle Murge occidentali. Arrivando da Andria, in provincia di Bari, l’originalissima costruzione appare e scompare agli occhi del visitatore, secondo i dislivelli del terreno. Otto torri, ottagonali come pianta dell’edificio, fanno da vertici alla mole castellana. Il numero otto si ripete anche all’interno, composto di otto scale dei due piani. Dal terrazzo del tetto, pavimentato con lastre di pietra a spina di pesce, è possibile ammirare lo sconfinato panorama che spazia fino al mare.
Alcuni scrittori hanno definito Castel del Monte uno dei più misteriosi trai i forti voluti da Federico II di Svevia. L'imperatore concepì una dimora di grande effetto e prestigio, collocata in una posizione incantevole, anzi, forse la più bella di quelle da lui scelte per impiantarvi su dimore.
Caccia e contemplazione furono all'origine della scelta di questo luogo nel territorio di Bari, infatti esso fu raramente adibito a feste, fra queste nel 1246 si ricordano le nozze di Violante, figlia naturale di Federico e Bianca Lancia con il conte di Caserta Riccardo Sanseverino.
D'altronde occorre considerare la figura di Federico II: un uomo capace di riunire intorno al suo trono artisti, scienziati e poeti, con i quali poteva gareggiare per capacità e cultura.
Il numero otto ricorre in vari elementi di questa costruzione: la forma ottagonale della costruzione, del cortile interno e delle otto torri ai vertici, le otto stanze interne, la vasca interna che doveva essere ottagonale, otto fiori quadrifogli sulla cornice sinistra sul portale di ingresso, altri otto sulla cornice inferiore, otto foglie sui capitelli delle colonne nelle stanze, otto foglie sulla chiave di volta.
Il castello di Bellomonte. Un anetodo della quotidianetà
Anticamente il Castello veniva chiamato di Bellomonte, si legge in uno scritto del 1886. che l'imperatore Federico II nell'agostro del 1244 giunge al Castello, egli "seguente il costume de' principi, si mostrò avaro, ma il Caracciolo Russo seppe rispondere alle di lui esigenzecon dignità e fermezza. Se non fosse stata l'amicizia di Giovanni Caracciolo, l'avria fatto jettare per li mergoli, cioè l'avrebbe fato saltare da merli del castello"
Nel 1996 l'UNESCO lo ha iscritto sulla lista dei Patrimoni dell'umanità per la perfezione delle sue forme e per l'armoniosa unione degli elementi culturali del nord Europa, del mondo islamico e dell'antichità classica, tipico esempio di architettura militare del medioevo.[4]


